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Lui & Lei

Sguardi proibiti e un calice di seta


di giovanissimo_2008
09.08.2026    |    271    |    1 7.6
"Si stringeva a me, tremando leggermente a ogni contatto, completamente travolta da una voglia che non riusciva più a gestire..."
Tre mesi di attesa. Tanto era passato da quando avevo ricevuto quell’invito riservato per l'evento inaugurale nella tenuta più esclusiva delle colline marchigiane. Un appuntamento a porte chiuse a cui non era facile accedere, soprattutto per un ragazzo di appena 18 anni. Ma quella sera, varcata la soglia della struttura, ho capito subito che la mia presenza non sarebbe passata inosservata.

Ero curato nei minimi dettagli, vestito con un completo blu scuro dal taglio impeccabile, camicia bianca stirata alla perfezione e una cravatta coordinata che dava un tocco di classe senza tempo. Ai piedi, un paio di scarpe eleganti firmate Giuseppe Zanotti che completavano il look. I miei capelli ricci, mori e folti, erano curatissimi e definiti al millimetro, capaci di incorniciare il viso in modo impeccabile. Le collane, i bracciali e gli orecchini brillavano sotto la luce dei lampadari di cristallo, riflettendo ogni mio movimento.

L'impatto della serata era maestoso. Luci soffuse a valorizzare le architetture, musica jazz di sottofondo e un buffet d'alta classe distribuito lungo il salone centrale: finger food raffinati con tartare di salmone e avocado, canapè con foie gras e fichi, selezioni di formaggi d'alpeggio serviti con mieli rari e ostriche fresche disposte su letti di ghiaccio tritato. A scorrere nei calici, solo Champagne e Bolgheri d'annata.

Ma la vera attrazione della serata si trovava oltre la sala principale. Attraversando una porta ad arco in legno scuro, si accedeva a un privè riservato, un salotto elegante con divani in velluto e luci basse. Lì dentro si era radunato un piccolo gruppo di sole donne mature, indicativamente tra i 50 e i 55 anni. Tutte di un’eleganza disarmante: abiti lunghi ad aderenza perfetta — dal nero di seta al verde smeraldo — scolpiti su fisici curatissimi, tacchi a spillo d'ordinanza e gioielli discreti. Nell'aria non c'era il solito odore di fumo o cocktail, ma un’intensa e inebriante scia di profumi d'alta gamma, con note inconfondibili di Chanel N°5 e legni pregiati che ti entravano dritti in testa.

Quando sono entrato, gli sguardi si sono posati tutti su di me. In quel salotto, la mia comparsa ha creato una vibrazione immediata: è stato come se fosse entrato un principino giovanissimo, fresco e audace, capace di far girare la testa a ognuna di loro in un solo secondo. Sentivo i loro occhi addosso, sguardi carichi di curiosità e intesa.

Tra di loro c'era un'affermata professionista che già conoscevo di vista. Appena i nostri sguardi si sono incrociati, la formalità dell'evento è svanita. Con un gesto elegante del calice mi ha fatto cenno di avvicinarmi. Quando mi sono seduto accanto a lei sul divano in velluto, il profumo della sua pelle e la vicinanza fisica hanno azzerato ogni distanza. L’atmosfera nel salotto era ormai diventata fin troppo carica per restare in pubblico. Mi ha sfiorato il polso con le dita e, con un cenno quasi impercettibile del capo, mi ha fatto intendere di seguirla.

Ci siamo allontanati senza dare nell'occhio, attraversando un corridoio secondario illuminato solo da applique d'ottone a parete, fino a raggiungere una porta in legno massiccio. Con una piccola chiave dorata ha aperto l'accesso alla vera sala VIP della tenuta: una suite privata riservata ai proprietari, arredata con parquet scuro, tende di velluto pesante che isolavano completamente dai rumori della festa e salotti interni con divani in pelle e specchi a figura intera.

Appena la porta si è chiusa alle nostre spalle, il silenzio è diventato assoluto, interrotto solo dal ticchettio dei suoi tacchi sul legno e dal suono del suo abito di seta verde che frusciava a ogni passo. Nell'aria, la scia di quel profumo denso si è fatta ancora più intensa.

Non c’è stato bisogno di parole. Si è avvicinata con una lentezza calcolata, lasciando scivolare il suo calice su un tavolino di marmo. Poi si è girata verso di me, osservandomi dall'alto in basso con uno sguardo lucido e consapevole, tipico di chi sa esattamente cosa vuole.

"In quella sala c'era troppa gente e poca sostanza," ha sussurrato con voce calda, facendosi vicina fino a far coincidere il suo respiro con il mio.

Con le mani curate, dalle unghie laccate di un rosso scuro impeccabile, mi ha preso il viso, lasciando che i suoi anelli d'argento mi sfiorassero la pelle. Il contrasto era totale: la mia giovinezza intatta, spavalda, con uno stile impeccabile e carica di tensione, di fronte a una donna di 50 anni di una bellezza matura, dominante e disarmante. Ha fatto scivolare la mano sul colletto della mia camicia, sbottonando lentamente il primo bottone senza mai staccare i suoi occhi dai miei...

Ma non voleva correre. Ha fermato la mano sul secondo bottone della camicia, lasciando la frase a metà e prendendosi qualche secondo di pausa. Mi ha guardato negli occhi con un sorriso enigmatico, permettendo al silenzio di riempirsi soltanto del nostro respiro e del battito accelerato del mio petto. Voleva godersi ogni singolo istante di quell'attesa, assaporando la tensione che cresceva nella stanza come una molla tirata al limite.

Ha fatto un passo indietro, sfiorandomi appena il fianco mentre girava lentamente attorno a me, facendomi sentire il peso della sua presenza e il fruscio del suo abito di seta verde. Quei pochi metri di distanza apparente erano solo una tattica per rendere il momento ancora più elettrico. Quando è tornata di fronte a me, la maschera da donna fredda e composta si è spezzata all'improvviso.

Si è piegata leggermente verso il mio collo. L'impatto della sua pelle calda e la scia concentrata del suo profumo mi hanno fatto salire i brividi lungo la schiena. Con uno sguardo provocantissimo, carico di un desiderio ormai impossibile da domare, ha avvicinato le labbra al mio orecchio.

"Ti scongiuro... sono eccitatissima, non ce la faccio più, ho una voglia dentro che mi sta facendo impazzire," mi ha sussurrato con una voce rotta, calda e priva di qualsiasi filtro.

Prima di accontentarla, l'ho tirata a me e ci siamo baciati intensamente, un bacio profondo e senza fiato. Lei ha iniziato a strusciarsi con foga contro di me, cercandomi con movimenti lenti e continui che facevano salire l'eccitazione alle stelle.

Subito dopo, l'ho fatta sedere sul bordo del morbido divano in pelle. Con gesti decisi ma eleganti le ho alzato la gonna del lungo vestito di seta verde, lasciando scoperte le gambe affusolate ed esaltate dai tacchi a spillo. Mi sono inginocchiato davanti a lei sul parquet scuro. Il contrasto visivo era pazzesco: io, in completo blu e gioielli lucenti, chino ai piedi di una donna di cinquant'anni sopraffatta dalla passione.

Quando ho scostato l'intimo di pizzo e ho iniziato a leccarla, ha fatto un respiro profondo, afferrandomi i capelli ricci e definiti con le mani curatissime, mentre gli anelli mi sfioravano la testa. Era bellissima, caldissima e bagnatissima, carica di un desiderio puro. Ho continuato con ritmo e dedizione, assaporando ogni attimo e ascoltando ogni suo piccolo sospiro sommesso che cercava di trattenere per non farsi sentire fuori dalla porta. Si stringeva a me, tremando leggermente a ogni contatto, completamente travolta da una voglia che non riusciva più a gestire. Quando ha raggiunto il culmine, si è accasciata all'indietro sul divano, guardandomi con uno sguardo pieno di gratitudine, complicità e totale appagamento.

Ci siamo ricomposti con calma davanti allo specchio a figura intera della suite. Io mi sono riallacciato la camicia, lei si è rinfrescata il rossetto. Ci siamo salutati con un ultimo bacio felino e uno scambio di sguardi d'intesa.

Mentre tornavo verso il salone principale, mi leccavo le labbra che conservavano ancora quel sapore dolce e delicato che mi aveva rilasciato la sua intimità. Con un sorriso soddisfatto e la consapevolezza di aver fatto centro, mi sono diretto di nuovo verso il buffet per godermi il resto della serata.
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